Gestione delle coste: più tutele aumentano la competitività

Gestione delle coste: più tutele aumentano la competitività
La tutela delle coste e i vincoli come brand che attirano il turista. E consentono di unire l’utile (il rispetto dell’ambiente) al dilettevole (la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo economico). Le armi vincenti? Aree marine protette, auto lontane dalle spiagge, strade che non passino più in mezzo alle dune. Si è parlato di tutto questo a Cagliari durante il Convegno su “Integrazione delle strategie di gestione e tutela ambientale delle zone costiere della Sardegna”, promosso dall’Agenzia regionale Conservatoria delle Coste della Sardegna e dal Fondo Europeo di sviluppo regionale e al quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, dei parchi e delle aree marine in Sardegna.Nel corso della mattinata sono stati presentati i risultati dei progetti “Natura 2000”, “Azione Coste” e “Camp”: quest’ultimo, gestito sul fronte tecnico-attuativo dalla Conservatoria, ha già finanziato con 650 mila euro divisi in 2 tranches 7 progetti pilota per la salvaguardia e la ricostruzione dei litorali sabbiosi fra S.Vero Milis, Alghero, Trinità d’Agultu, Arbus, Cabras, Sorso. Alcuni esempi di intervento: a Puzzu Idu la lingua d’asfalto che separa la spiaggia dallo stagno verrà rimossa e riposizionata più indietro: al suo posto, passerelle pedonali e piantumazione di essenze mediterranee. A Trinità d’Agultu, nella spiaggia di Li Feruli, interventi di collegamento fra parcheggi delocalizzati, passerelle e spiaggia; a Piscinas interventi di salvaguardia del sistema dunale, arretramento dei parcheggi e predisposizione del trasporto pubblico alternativo. Ma sono anche altri i  progetti di sistema portati avanti in questi anni dalla Conservatoria, come quelli che riguardano il recupero di 105 torri costiere e 20 fari abbandonati dell’isola che verranno ripristinati e restituiti ad una fruizione sostenibile nell’ambito dei territori.Siamo ancora distanti forse dalla complessità dei modelli europei di gestione ambientale, ma la direzione è quella giusta: “C’è una differenza di fondo fra la Conservatoria delle Coste sarda ed il Conservatoire du littoral francese o il National Trust inglese”. A spiegarla è Alessio Satta, Direttore dell’Agenzia sarda “Quegli organismi operano attraverso un fondo di acquisizione che affianca e rafforza l’azione di tutela del territorio costiero attraverso vere e proprie acquisizioni di lotti di terreni che entrano nella sfera di tutela diretta degli enti. Noi non siamo dotati di tali mezzi ma svolgiamo una forte azione di supporto all’ orientamento delle politiche pubbliche e della governante dell’ambiente”. Ancora: “Operiamo con l’obbiettivo di tradurre in buone prassi locali i principi del protocollo di gestione integrata europeo delle aree costiere. Quello che è emerso nei cinque anni di vita della Conservatoria è un principio di gestione integrata che vede come riferimento normativo regionale il primo Ppr. Abbiamo verificato la virtuosità dell’approccio strategico che premia il riuso e la riqualificazione dell’esistente piuttosto che le nuove edificazioni. Promuovere l’eccellenza ambientale attraverso un azione di sistema risulta vincente ed vantaggioso in termini di competitività turistica anche per le comunità locali: insomma, più vincoli, più opportunità”.

Nel corso della mattinata sono state presentate infine le Linee guida per la gestione integrata delle spiagge, il cui obbiettivo è diffondere una strategia comune a livello regionale per la gestione delle zone costiere: presto verranno pubblicate e messe a disposizione dei comuni costieri. I temi trattati vanno dagli effetti dei cambiamenti climatici lungo le aree costiere, agli interventi di mitigazione dell’erosione dei litorali, alla valutazione delle capacità di carico antropico, alla gestione della flora e della fauna dei sistemi sabbiosi costieri, alla comunicazione ed educazione ambientale.

13 dicembre 2013
Redazione Tiscali

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