Parco Asinara, faro di Punta Scorno simbolo da salvare

di Gavino Masia

PORTO TORRES. Il faro di Punta Scorno e la stazione semaforica dell’isola dell’Asinara rientrano tra i progetti finanziati nell’ambito del Programma Enpi Med Phares – valore complessivo 2 milioni di euro – di cui l’Agenzia della Conservatoria delle coste è l’ente capofila tra i paesi mediterranei partecipanti. La notizia è stata data ieri mattina dal direttore della Conservatoria delle coste Alessio Satta, durante l’incontro tecnico convocato dal consigliere delegato alle Politiche dell’Asinara Gilda Usai Cermelli, davanti al direttore dell’Ente Parco Pierpaolo Congiatu e ai componenti dell’ufficio Asinara appena costituito dall’amministrazione comunale. Il progetto vuole contribuire a valorizzare il patrimonio storico e culturale legato alla navigazione, e a integrarlo nelle strategie e politiche per la gestione delle zone costiere in tutto lo spazio di cooperazione. «Creare un nuovo modello per la ristrutturazione e la gestione del patrimonio dei fari e delle stazioni semaforiche del Mediterraneo – ha spiegato Satta –, al fine di promuoverlo e contribuire a rendere questi luoghi delle risorse uniche per lo sviluppo di un turismo sostenibile. Le azioni pilota sono la creazione di percorsi pedonali e ciclabili per l’accessibilità ai siti, creazione di punti di vista panoramici equipaggiati e una pagina nel sito web del progetto medphares.eu dedicato a ciascun sito pilota per attirare e coinvolgere un ampio pubblico. La pagina conterrà anche un blog interattivo, destinato alla progettazione partecipata delle attività, e una pubblicazione “Guide des bâtiments liés à la signalisation maritime” creata per ciascun paese partner». L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il gruppo di dipendenti interni che fanno parte della struttura che si occuperà concretamente di tutte le progettazioni inerenti l’isola parco. Lo staff, coordinato politicamente da Gilda Usai e tecnicamente dall’ingegnere Claudio Vinci, è formato da due biologi, un agronomo, un geometra, un referente contabile e un esperto di cultura e turismo. Tra i punti all’ordine del giorno c’era la proposta progettuale per il reinserimento delle produzioni agricole all’Asinara, un master plan su cui sono stati inseriti 10mila euro per la progettazione.

«Recuperare i terreni dell’isola all’agricoltura – ha detto Gilda Usai –, significa avere dei prodotti speciali trattandosi di un territorio protetto: sarà un’agricoltura biologica, non si possono utilizzare fertilizzanti, dove è possibile reinserire viti, vigne, uliveti, orti e anche frutteti». L’intenzione sembra essere quella di programmare in sinergia con Ente Parco e Conservatoria da parte del nuovo ufficio Asinara, anche se la mancanza del traghetto di collegamento con l’isola e il problema acqua sono criticità che attendono una soluzione da parte della Regione. Soprattutto perchè sul ciclo dell’acqua esiste un finanziamento di circa 5 milioni di euro non ancora assegnato, e sul traghetto il presidente Cappellacci aveva promesso – dopo la sua visita – una riattivazione immediata.

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