La rivoluzione Ragnedda un anno dopo le elezioni

di Serena Lullia

INVIATO AD ARZACHENA. Con umiltà si sottopone al giudizio dei cittadini. Come un anno fa, quando aveva chiesto fiducia agli arzachenesi che lo avevano premiato con oltre il 70% di consensi. Il sindaco Alberto Ragnedda illustra alla comunità, all’auditorium gli obiettivi dei primi 12 mesi di mandato. Un percorso di rinnovamento non sempre facile, con uno Stato sempre più avaro, una crisi che assottiglia posti di lavoro e portafogli, una macchina amministrativa dal passo lento. I primi risultati per Arzachena ci sono. Il centro storico è dotato di wi-fi, frazioni e borgo centrale sono collegati dai bus, i bambini giocano nel parco videosorvegliato di Tanca di Lu Palu, in autunno verrà allestita una mostra archeologica temporanea, il commissariato non va via e prende casa all’ostello della gioventù di Cannigione. Ma Ragnedda non usa toni trionfalistici. «Ci siamo insediati a luglio e fino a oggi abbiamo lavorato con le poche risorse stabilite dal commissario. Abbiamo iniziato a pianificare. I tempi d’oro dei finanziamenti statali e regionali, quando si poteva e si dovevano programmare investimenti strutturali e infrastrutture sono finiti. Oggi si deve usare ingegno, buona amministrazione, pazienza. E soprattutto definire le priorità delle priorità. Siamo costretti a fare delle scelte escludendo alcuni obiettivi pur importanti. Io pretendo il massimo e il meglio per la mia comunità. Abbiamo realizzato il 27% del programma in un anno, il 38% è stato attivato. Considerato il contesto difficile in cui operiamo posso dirmi soddisfatto. Ma siamo solo agli inizi».

Trasparenza. Era uno dei primi impegni elettorali. Far guardare i cittadini nella stanza dei bottoni. «Con una operazione a costo zero abbiamo aperto una pagina Facebook che è il diario dell’amministrazione – spiega il sindaco –. Una prima risposta. Il livello di trasparenza e comunicazione deve aumentare. Non sono soddisfatto del sito che resta inadeguato. Contiamo di inserire risorse in bilancio per renderlo moderno e aggiornato».

Lavoro-formazione. Il Comune è sceso in campo al fianco dei sindacati in alcune delicate vertenze. Per il camping Isuledda, 40 posti di lavoro salvati, per le 7 guardie giurate del Consorzio. «La battaglia per l’occupazione non è facile – commenta Ragnedda –. Il nostro impegno è quotidiano e costante per garantire il diritto e la dignità del lavoro. In contemporanea dialoghiamo con alcuni interlocutori privati per realizzare investimenti nella formazione e migliorare i profili professionali»

Gli uffici. «Abbiamo riordinato i settori, ridistribuito competenze e incarichi ai dirigenti, per rendere più funzionale la macchina amministrativa. Ci ha creato difficoltà la vicenda della Corte dei conti che ci ha costretto a prendere provvedimenti pesanti e non voluti. Dal riassetto ci aspettiamo più efficienza e più risposte».

Urbanistica. «Alcune decisioni prese, come i nuovi orari all’ufficio tecnico sono frutto del dialogo coi tecnici. Accogliendo i loro suggerimenti abbiamo pubblicato on-line il regolamento edilizio, il Pdf e il Piano particolareggiato del centro matrice. Tutti possono consultarlo gratis». Un contributo al taglio dei tempi arriva dall’aumento del personale all’ufficio tecnico e dal nuovo software già installato. «Abbiamo poi dato risposte a provvedimenti in attesa da anni. Lottizzazioni come Li Suari Nieddi, Farina. Via libera anche alle zone f2 che sbloccano condoni presentati anche nel 1985». Approvato in Consiglio lo stato di fatto, primo passo verso il Puc.

Spiagge. Chiesta la proroga alla Regione per anticipare la pulizia dei lidi prima della fine di maggio. Firmata una convenzione con l’università di Sassari per studiare i fenomeni di erosione dei lidi.

Beni demaniali. Il Comune ha battuto sui tempi la Conservatoria delle coste che voleva vendere il faro di Capo Ferro ai privati. Diventerà un centro di educazione ambientale. Avviato l’iter con la Regione per ottenere i beni del Demanio, con il ministero per quelli statali. «Una volta ottenuti avvieremo lo sviluppo di alcune aree. Come a Cala Battistoni. Avere la zona alle spalle della spiaggia ci permetterà di sciogliere il nodo di parcheggi e viabilità».

Cultura. Stop a contributi a pioggia, sì alla pianificazione. «Prima si facevano eventi e si davano contributi senza far dialogare i settori spettacolo, turismo, cultura. Noi lo abbiamo fatto».

Turismo. Riorganizzati e potenziati gli uffici del turismo. Creati gli abbonamenti parcheggi per i vacanzieri degli hotel.

Cannigione. Il porto resta una incompiuta. La Regione proprietaria dell’opera non l’ha ultimato. «Abbiamo avviato l’iter per il trasferimento al Comune. Il nostro spazio di azione sull’area portuale è limitato. Abbiamo comunque migliorato l’aspetto estetico con fiori, palme, panchine. Ci stiamo impegnando molte ma abbiamo il timore che ci siamo forze occulte che non vogliono far decollare il porto di Cannigione».

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