Riparte la mobilitazione dei “No radar”

OLBIA. La “guerra dei radar” sembrava finita, definitivamente archiviata dopo il “no” di un vastissimo fronte politico (formato da movimenti, comuni e parlamentari), cementato soprattutto dall’incredibile scivolone parlamentare dell’allora ministro Elio Vito e dei vertici della Guardia di finanza. Rispondendo a un’interrogazione parlamentare, infatti, era sfuggita una piccola sigla che svelava la vera natura del sistema costiero di radar. Ufficialmente presentato in funzione “anti immigrazione clandestina”, era invece parte di una complessa rete elettronica elaborata dai cervelloni della Nato.

Ecco, dunque, emergere il grottesco inganno che cercava di mascherare la nascita di una nuova servitù militare, tra l’altro non segnalata al Comitato misto paritetico sulle servitù militari. Come se non bastasse, il ricorso ai giudici amministrativi rischiava di trasformare la sconfitta dei militari in una Waterloo. Per questo, il progetto dei radar venne ritirato. Ma ecco che ciò che non era riuscito a entrare dalla porta lo si vuole ora fare entrare della finestra: la Guardia costiera vuole installare tre radar. Uno a Carloforte, uno all’Asinara e uno nell’Isola della Bocca, vicino a Olbia.

E si è subito rimesso in moto il movimento dei “no radar”. Oggi, il comitato di Olbia si è convocato nell pineta del Lido del Sole, alle 16. I portavoce del movimento chiedono che si crei una nuova mobilitazione e oggi incontreranno i residenti della zona. Il punto di partenza dovrebbe essere un processo di sensibilizzazione rispetto al temuto inquinamento elettromagnetico.

È infatti importante ricordare che i giudici amministrativi di Cagliari, nell’ordinanza cautelate emessa lo scorso anno, avevano sottolineato la fondatezza del ricorso dei “no radar” che ponevano come irrinunciabile il “principio di precauzione”. Cioè il blocco dei radar fino all’accertamento della loro temuta pericolosità per la salute pubblica.

D’altra parte, in un vertice svoltosi ad aprile tra Capitanerie, associazioni ambientaliste e Conservatoria delle coste, Italia Nostra aveva lamentato il fatto che, nonostante le esplicite richieste, non era stata fornita la documentazione tecnica dei radar che la Guardia costiera vorrebbe installare.

Informazioni su Radar VTS

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