Faro di Capo Ferro, lo vuole il Comune ma anche i privati

di Serena Lullia

   Ex Stazione Semaforica di Capo Ferro

ARZACHENA. Maestosa domina il mare dalla scogliera che cola a picco su Cala del Faro. La vecchia stazione semaforica, per anni mai degnata di uno sguardo dalla Regione che ne è proprietaria, oggi è super corteggiata. Ma a guidare i suoi pretendenti sono due sentimenti diversi e contrastanti. Da un lato c’è la Conservatoria delle coste. L’agenzia nata nel 2007 come braccio operativo della Regione nella gestione delle aree sul mare ha inserito la stazione semaforica nell’elenco di beni da mettere all’asta per farne hotel a 5 stelle o ristoranti di lusso. La Conservatoria ha anche monetizzato i 265 metri quadrati della stazione semaforica con vista su un panorama suggestivo. 850 mila euro per trasformarlo in una struttura esclusiva. Ma a smontare i piani dell’agenzia delle coste ci pensa la Regione stessa in accordo con il Comune. A marzo il governatore Ugo Cappellacci ha messo la firma e la faccia sul protocollo di intesa “Turismo blu” voluto dall’amministrazione di Alberto Ragnedda. Il documento, oltre a definire una serie di obiettivi di breve e medio termine per rilanciare il turismo attraverso la valorizzazione del patrimonio costiero e interno, prevede la cessione all’ente locale da parte della Regione di una serie di immobili demaniali. Fra questi il faro di Capo Ferro. All’accordo siglato dal primo cittadino e dal governatore ha fatto seguito anche l’imprimatur dell’intero consiglio comunale. Insieme maggioranza e opposizione hanno ribadito la volontà di acquisire il faro, così come anche Forte Cappellini e la batteria di Cala Battistoni. Per dare il via libera al trasferimento si deve seguire un iter ben preciso. Già indicato anche il futuro della stazione semaforica. L’amministrazione vuole recuperare l’edificio in chiave turistica e scientifica, inserirlo nel patrimonio della comunità e renderlo fruibile. Idea ben diversa dal centro enogastronomico di élite pensata dalla Conservatoria. Il Comune è certo di avere dalla sua parte la legge e di essere sulla strada giusta per esercitare il diritto di prelazione. E che nessun privato metterà le mani sullo storico faro.

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