“Connaitre les histoires pour comprendre l’Histoire”

Quando vedo quello che sta succedendo in Italia, cosa che potrebbe succedere in tanti altri paesi nel mondo, compreso il mio paese la Francia, mi rendo conto quanto noi esseri umani abbiamo la memoria corta.

Diciamo sempre che la storia è come un ciclo, che si ripete sempre. Ma io non voglio essere cosi fatalista. Io credo che se a scuola, piuttosto che insegnarci la Storia come una successione di eventi, questa venisse raccontata da un punto di vista sociologico, dando più importanza alle dinamiche che hanno portato agli eventi che agli eventi stessi, forse… forse la Storia non si ripeterebbe. Forse la Storia diventerebbe una vera base sulla quale pensare il nostro futuro. Forse gli errori, troppo spesso nella storia sinonimi di orrori, si trasformerebbero in una forza incredibile per migliorare le nostre società. E allora potremmo sognare di diventare, fra 50, 100 anni una società quasi ideale.

Forse anche così, noi, gente del XXI secolo, non avremmo più questa pretesa, anzi questa inconsapevolezza, di pensare di essere meno idioti, o più lucidi dei nostri nonni.

Eppure, la dovremmo conoscere la Storia. Ne abbiamo visto anche le immagini e i filmati. Dovrebbe essere ancora più facile per noi ricordarla.

Forse viene dal fatto che la Storia, l’abbiamo visto soprattutto in bianco e nero. Forse, è stato difficile per noi identificarci con delle persone che vivevano in un mondo dove il sole era bianco, il cielo grigio, gli alberi grigi e neri… Ma i nostri figli che si saranno abituati a guardare il mondo in 3D, neanche loro riusciranno a identificarsi a noi, quando vedranno un uomo un po’ grasso con i capelli ricci e la barba arringare la folla, nei lontani anni del 2013, in un mondo tutto piatto.

E vero anche che, psicologicamente, non è facile capire la storia. E’ molto più facile, molto più rassicurante, di pensare il nostro passato come un mondo che era diviso in due, fatto da un lato dai buoni e dall’altro dai cattivi. E’ più comodo perché è un modo efficace di eliminare l’idea che tutti noi saremmo potuti essere nella parte di quelli che, oggi, chiamiamo i cattivi. E un modo di eludere il fatto che quello che è successo 70 anni fa potrebbe succedere ancora oggi e quindi anche a noi. Fa troppo paura alla nostra fragile mente di accettare che le cose non sono così semplici. Che non esistono delle cattive persone. Che esistono solo alcuni pazzi e molti disperati. Che la storia non è un film americano dove i buoni affrontano i cattivi e dove i buoni vincono sempre.

I nostri insegnanti di storia hanno una grande responsabilità. Solo loro hanno l’antidoto ad ogni forma di attacco populista. Dobbiamo insegnare ai nostri figli, e purtroppo anche a noi stessi, quali sono gli elementi sociologici, politici che ci devono mettere in allarme. Dobbiamo sapere che le democrazie, nella storia e dappertutto nel mondo, non sono state messe in pericolo da un giorno all’altro. Pensiamo veramente che il tedesco con i baffi nel 1933 è stato eletto cancelliere con un programma che proponeva di togliere la libertà della stampa, di darli i pieni poteri, di inviare nei campi tutti quelli che non la pensavano come lui? Ma pensiamo veramente che sia andata così? Siamo prepotenti al punto di considerare i nostri nonni così stupidi, così masochisti?

La Lombardi dice “L’ideologia del fascismo, prima che degenerasse, aveva un altissimo senso dello Stato”. Non la dobbiamo condannare per queste parole che sono paradossalmente molto chiare. Anzi! Dobbiamo incoraggiare lei e tutti noi a comprendere meglio questo fenomeno. Perché questo è vero per il fascismo, ma è vero per tanti altri movimenti che si sono trasformati in una dittatura. I movimenti di popolo partono sempre, o quasi sempre, con delle buone intenzioni anzi delle ottime intenzioni. Con delle intenzioni così buone che si sente il dovere di proteggerle malgrado tutti gli ostacoli che queste incontrano… E la democrazia stessa puo essere percepita come una minaccia alla realizzazione di queste buone intenzioni. E’ spesso cosi che si riesce a giustificare la distruzione progressiva delle istituzioni democratiche; con un obiettivo nobile che è quello di difendere le idee salvifiche di un uomo.

Perché la democrazia è in se fragile. La democrazia è un pericolo per se stessa. La democrazia, per essenza, da voce e quindi potere anche a chi la minaccia. Sarà la limita del nostro sistema, ma fino ad oggi non ne abbiamo trovato uno che sia migliore.

“Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la mia vita perché tu lo possa dire”.

E’ qui tutta la debolezza della nostra grande democrazia. Ribadisco quanto detto prima, l’unico scudo a questa minaccia siamo noi. Non dobbiamo più chiedere ai nostri figli di sapere la storia. Dobbiamo chiederli di capirla.

La mia bisnonna, partigiana molto attiva durante la seconda guerra mondiale, raccontava come si era affezionata a un giovane soldato tedesco, che occupava una parte della sua casa con altri soldati che avevano requisito l’abitazione. Parlava, sempre con emozione, dei brani di pianoforte che suonavano a 4 mani. E con le lacrime agli occhi ci diceva che, non avendo mai avuto delle sue notizie, era sicuramente caduto durante la guerra. Questa stessa bisnonna che raccontava come, nella stessa casa, nascondeva i paracadutisti inglesi venuti per liberare la Francia dell’occupazione tedesca.

Questa storia è la Storia. Una Storia fatta dalle storie di uomini. Una Storia fatta anche da buone persone che hanno eppure partecipato ai peggiori momenti della nostra Storia. Non esistono persone cattive. Esistono solo delle persone disperate. E non esistono neanche eroi. Esistono solo delle persone che hanno la fortuna di essere abbastanza istruite e socialmente ed economicamente sicure per riuscire a non lasciarsi sedurre da discorsi populisti e per avere la forza di difendere la democrazia.

Non sto dicendo che il movimento, che vediamo oggi prendere sempre più forza, costituisca una minaccia reale per la democrazia italiana. Non posso saperlo, sarà solo la Storia a poter dirlo. Dico solo che ci sono degli elementi che ci devono mettere in allarme. Perché quando si comincia a denigrare la stampa, si sta a un passo dal delegittimarla. Quando un movimento, rappresentato nelle istituzioni da una centinaia di persone, si esprime tramite una sola voce, neanche eletta… abbiamo il dovere di stare in guardia.

Allora, è vero che ci sono stati troppi abusi da parte dei partiti politici. E’ vero che ci sono troppi politici incompetenti e corrotti. Ma se a casa mia fa freddo perché le finestre non assolvono più il loro ruolo ermetico, cosa faccio? Metto fuoco alla casa o cambio le finestre? E vero che per alcune ore, avremo decisamente più caldo. Ma finito il fuoco?

Anne-Charlotte Chabert

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