Il salvataggio del nuraghe Diana

Il monumento dell’epoca nuragica diventerà una specie di “master” per giovani archeologi, che pagheranno per partecipare agli scavi. È l’idea della Conservatoria delle coste.

L’hanno maltrattato un bel po’, quel magnifico monumento archeologico: sopra il Nuraghe Diana, durante la Seconda guerra mondiale, Mussolini fece addirittura costruire la batteria antinave “Faldi”, che a forza di stare lì sopra è diventata anch’essa un monumento, decisamente più recente. Non a caso, malgrado fosse uno sfregio al nuraghe, perfino l’ex direttore scientifico degli scavi archeologici Enrico Atzeni (docente universitario in pensione) si oppose a chi proponeva di abbattere la costruzione militare: «È storia anche quella e i monumenti si rispettano: tutti».

IL CONSOLIDAMENTO Le due campagne di scavi archeologici e i restauri che si sono susseguiti dagli anni Novanta, quando l’allora Giunta Milia trovò i finanziamenti per i cantieri, hanno restituito un po’ di antico splendore al Diana, che però ha bisogno di molto di più. Ad esempio, di non crollare. A questo sta provvedendo un cantiere finanziato con novantamila euro dalla Conservatoria delle coste, un organismo regionale (da tempo il nuraghe è stato dismesso dal demanio militare a favore di quello di viale Trento). Malgrado uno stop estivo piuttosto prolungato ora i lavori sono in corso, assicura Alessio Satta, direttore della Conservatoria: «Sono quelli di consolidamento, per evitare di perdere il bene archeologico, che dovrebbero concludersi all’inizio del 2013». Non è certo che il Diana possa essere reso accessibile al pubblico per Monumenti aperti: «Vorrei organizzare l’iniziativa per maggio», sospira Fortunato di Cesare, assessore all’Ambiente e vice sindaco, «perché il coinvolgimento delle scuole è tra gli obiettivi principali: speriamo che sia possibile». Satta, dal suo ufficio alla Conservatoria, è più prudente: «Il cantiere per il consolidamento è al settanta per cento: diciamo che con sicurezza sarà concluso entro l’estate».

IL FUTURO Scongiurato il pericolo di perdere il passato (cioè il crollo), resta da costruire il futuro: gli scavi per giungere a nuove scoperte non saranno però avviati entro l’estate. La Conservatoria ha un piano per farli senza spendere: «È il cantiere di scavo archeologico e didattico», spiega il direttore Satta, «da far condurre a cooperative coinvolgendo gli studenti di scuole e università, oltre che giovani archeologi da tutta l’Europa. Pagheranno per partecipare a questo specialissimo “master”, il che consentirà di condurre gratis gli scavi, d’intesa con la Soprintendenza e con il coordinamento degli archeologi. Coinvolgeremo prima di tutto Enrico Atzeni, il docente che più di tutti conosce quel sito».

IL PARCO L’area diventerà un parco costiero, inoltre da un concorso di idee è giunto anche il progetto per la riqualificazione dell’intero promontorio, ma tutto è rinviato all’anno prossimo. Sempre nel 2013 inizierà il restauro delle batterie antinave “Faldi”, cioè del monumento sopra il monumento. In attesa di nuove scoperte sotto terra.

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