Alt ai trasporti, l’Asinara abbandonata dall’Assessorato ai Trasporti della Regione!

di Pier Giorgio Pinna

PORTO TORRES. Ora all’Asinara il rumore del silenzio si fa assordante. Da qualche giorno l’isola che ha ispirato cassintegrati e scrittori è off-limits. Ieri è stato impossibile raggiungerla: nessun mezzo di trasporto, né da Porto Torres né da Stintino. Nel primo caso la cancellazione della linea fino a qualche settimana fa garantita dalla Delcomar sta bloccando qualsiasi collegamento: sia per le merci sia per i passeggeri. Mentre dallo scalo del porto turistico 25 km più a nord, separato da Fornelli solo da poche miglia, il forte grecale sconsigliava le partenze delle imbarcazioni private. In queste condizioni di estremo isolamento l’ex Cajenna del Mediterraneo, com’era stata ribattezzata l’Asinara all’epoca del supercarcere, ritorna blindata, quasi un bunker. Ultimo rifugio di uno sparuto drappello di volontari: la squadra di guardie forestali, le giovani donne che si occupano dei cavalli, gli addetti all’unico bar aperto in questa stagione (ostello e ristorante sono chiusi), un ex agente che dà una mano agli uomini dell’oasi protetta, un gruppo di ornitologi che studia le migrazioni di particolari specie di uccelli che hanno qui il loro habitat ideale. Ma il disagio sta già provocando forti tensioni, durissime proteste: per i pochi residenti il parco rischia di trasformarsi in una specie di deserto dei tartari, per tutti gli altri si allontanano ancora una volta le chance di sviluppo in una chiave che protegga la fauna e la flora di una terra unica.

Le scelte della Giunta. Così a Porto Torres si respira un’atmosfera preoccupata. Il sindaco, Beniamino Scarpa, appena risalito in sella dopo una crisi-lampo a quanto sembra già conclusa, riafferma con decisione l’impegno per il ripristino delle corse Delcomar. Al Comune ricordano, nel dettaglio, gli interventi fatti per riuscire ad assicurare la continuità dei trasporti. «L’amministrazione a metà settembre è stata invitata dall’assessorato regionale a esaminare il futuro bando per il collegamento, è poi seguito un incontro allargato al Parco, alla Conservatorie delle coste e all’Ente foreste – spiega Antonio Era, dirigente del settore ambientale e ingegnere delegato a seguire tutti i temi del Sistema-Asinara – Era stata concordata una strategia precisa: avrebbe dovuto consentire la prosecuzione dell’attività alla compagnia, permettendo almeno un paio di corse settimanali. Invece dal 18 settembre il traghetto è stato costretto a fermarsi: sono venuti a mancare i fondi regionali e la Delcomar non se l’è più sentita di continuare». Finora vani tutti i solleciti: «fatti pervenire a Cagliari per via telefonica o attraverso posta certificata», puntualizza Era.

Desolazione. Oggi, nell’area dello scalo sotto la torre che per mesi è stata occupata dagli operai Vinyls, i chioschi di legno che d’estate vendono i biglietti per l’isola sono vuoti e chiusi a chiave. A qualche passo di distanza, nell’Ufficio informazioni turistiche di piazza Garibaldi, una gentile impiegata comunica che non è più possibile partire da Porto Torres per raggiungere Cala Reale. Nella vicina sede dell’oasi protetta, in via Josto, sempre nella stessa zona antica della città, con altrettanta cortesia confermano le difficoltà del momento. Spiegano che eventuali visitatori, per la verità poco numerosi in ottobre, non hanno altra possibilità che raggiungere Stintino e tentare di partire da lì nelle giornate di bel tempo: «Meglio dopo aver prenotato il trasporto con qualche operatore privato», aggiungono.

Area naturale. Il parco ha cominciato la sua attività da 14 anni. È un’oasi tutelata a livello nazionale. Ma per la stragrande maggioranza dei casi fa capo a Regione e Conservatoria delle coste. Grazie alle schizofrenie tipiche della burocrazia italiota, deve poi tenere conto di tutti i caseggiati ancora posseduti da svariati ministeri: Giustizia. Ambiente e via elencando. Agli ostacoli che sinora hanno reso difficile, se non impossibile, il decollo dell’Asinara divenuta per più di un anno l’isola dei cassintegrati della chimica, si aggiunge adesso la tegola dei collegamenti.

«Un danno gravissimo», lo definisce il presidente del Parco. «Quel traghetto è indispensabile per la sopravvivenza dell’area naturalistica – sostiene infatti Pasqualino Federici, ex consigliere regionale ed ex senatore del Pdl – Agli animali come i cavalli va garantito il foraggio. Quelli selvatici, in particolare capre e cinghiali che stanno creando devastazioni e pericoli, devono essere portati via: solo una motonave può farlo». «E la manutenzione da terminare in tanti edifici? Apparecchiature e mezzi devono poter entrare e uscire liberamente se Conservatoria e Regione vogliono garantire i lavori», osserva il presidente.

Che domanda ancora: «Come concilia la giunta sarda la cancellazione di questa linea con la sua recente delibera che consente di attingere a fondi per 19 milioni e di collegare i bacini di Fornelli e Cala d’oliva in modo da risolvere il problema dell’acqua potabile all’Asinara?». «Può darsi che questo collegamento non produca utili e può anche darsi che in questo periodo non sia necessaria una corsa ogni giorno, ma qui si parla di un servizio pubblico – è la conclusione di Federici – Tant’è vero che dalla prossima estate si dovrebbe affiancare un aliscafo o un’altra imbarcazione veloce per i turisti a un cargo da riservare alle sole merci, ai camion e ai mezzi che devono sbarcare sull’isola per ragioni di lavoro».

Marittimi. Sul molo a cui è ancora ormeggiata la Sara D (che deve il suo nome alla figlia dell’armatore maddalenino, Franco Del Giudice) l’equipaggio lavora in vista della partenza, prevista per domani o al più tardi per lunedì. Data la delicatezza della situazione, il comandante, Mauro Dessì, e il nostromo, Giuseppe Crobu, preferiscono non fare commenti. Insieme con i sei uomini a bordo, attendono soltanto che il mare sia meno mosso per levare le ancore e partire verso Carloforte, per ora la loro destinazione finale. Qui con ogni probabilità, al termine delle operazioni per la messa in sicurezza della motonave, tutti dovranno sbarcare sino al prossimo ingaggio.

Interpellato sulle possibilità di una riattivazione del collegamento, l’assessore regionale ai Trasporti, il sardista Christian Solinas, ha preso tempo. Spiegando che avrebbe acquisito tutte le informazioni sulla vicenda e fornito soluzioni già ieri. Le risposte, però, fino a questo momento non sono arrivate: un silenzio simile a quello che oggi si respira all’Asinara, per ragioni diverse tornata inavvicinabile come ai tempi di Raffaele Cutolo, di Totò Riina e delle Brigate rosse.

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