Quale futuro per l’isola dell’Asinara? parliamone con Alessio Satta

domanda e risposta con Alessio Satta

 

D: Qual’è lo stato di fatto e di diritto dell’Asinara?

Alessio Satta: Tutto il territorio dell’Isola dell’Asinara e tutti gli immobili di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna (eccetto i cosiddetti “usi governativi” siti nell’area di Cala Reale) che corrisponde a oltre il 90% dell’isola sono stati affidati in gestione all’Agenzia Conservatoria delle Coste nel mese di Aprile 2009 (in applicazione della deliberazione n. 48/1 del 9 settembre 2008 della Giunta Regionale). Con deliberazione n. 73/8 del 20 dicembre 2008, la Giunta regionale ha inoltre dato mandato alla Conservatoria delle Coste per la elaborazione di ipotesi progettuali e linee guida, per la valorizzazione delle proprietà regionali presenti sull’isola dell’Asinara e per la predisposizione degli atti di gara per l’individuazione dei soggetti imprenditoriali ai quali affidare, attraverso la presentazione di progetti integrati di valorizzazione, i compendi immobiliari presenti sull’isola.

A partire dalla piena disponibilità dei beni l’Agenzia ha avviato una intensa e lunga attività di studio e ricerca finalizzata e di confronto con il territorio e con le sue istituzioni finalizzata alla definizione di una strategia integrata per la valorizzazione del patrimonio regionale sull’Isola e contestualmente ha avviato una riorganizzazione degli usi degli immobili regionali ed un ripristino delle condizioni di rispetto delle norme. La Strategia di Valorizzazione del patrimonio regionale sull’Isola dell’Asinara è stata approvata con determinazione n° 301del 30/11/2010.

L’Ente Parco è stato istituito con Decreto del Presidente della Repubblica del 3 ottobre 2002. Tra i compiti affidati al Parco dallo stesso decreto istitutivo:

a) la conservazione delle specie animali e vegetali, delle associazioni vegetali, di formazioni geologiche, di singolarità paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici;

b) la tutela del paesaggio;

c) la promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica e di attività turistiche compatibili con le finalità di tutela;

d) la difesa e il ripristino degli equilibri ecologici ed idrogeologici;

e) la conservazione, il restauro e la valorizzazione, nel rispetto delle finalità dell’area protetta, dei manufatti edilizi e delle testimonianze storiche.

L’Ente Parco, dalla sua istituzione, si è occupato principalmente dei punti (c) ed (e) delegando i punti (a) e (d) principalmente all’Ente Foreste.

Occorre rilevare che a causa di una condizione di “vacanza” del ruolo delle istituzioni regionali dal 2002 al 2009 l’Ente Parco ha dovuto occuparsi delle attività di gestione dell’isola operando in particolare nell’attività di recupero del patrimonio immobiliare regionale per i suoi fini istituzionali.

Dalla piena operatività dell’Agenzia Conservatoria delle Coste, negli ultimi due anni, il Parco ha potuto finalmente concentrarsi sulle sue attività principali quali il punto (a), (b), (c) e (d) mentre la Conservatoria procede sulla valorizzazione del patrimonio regionale.

Sull’Isola dell’Asinara oltre all’Ente Parco e l’Agenzia operano i seguenti soggetti istituzionali con precisi funzioni:

Comune di Porto Torres è l’Amministrazione di riferimento ed è titolare del servizio idrico integrato

Ente Foreste si occupa della gestione delle aree forestate dell’isola e del servizio antincendio. Per un lungo periodo l’Ente Foreste si è occupato della cattura degli animali in cattività che caratterizzano una delle minacce principali all’equilibrio dell’ecosistema dell’isola.

Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale regionale à esercita funzioni di coordinamento e operative nella prevenzione e lotta agli incendi boschivi e in materia di protezione civile. Svolge compiti di prevenzione e repressione dei comportamenti illegali nelle attività di caccia e pesca, esercita funzioni di polizia forestale, di salvaguardia dei beni culturali; vigila sul rispetto della normativa urbanistica e di quella in materia di rifiuti negli ambienti naturali.

D: Perché l’Asinara rappresenta ancora una promessa non mantenuta?

Alessio Satta: L’isola dell’Asinara rappresenta un caso unico nel contesto regionale. Si tratta infatti di un isola di oltre 50km2 dotata di un importante patrimonio immobiliare (concentrato su alcune agglomerazioni urbane) in elevato forte stato di degrado. L’isola è di fatto deserta e i servizi essenziali quali trasporti, gestione delle risorse idriche, gestione dei rifiuti e manutenzione della rete viaria, che fino a 20 anni fa erano gestiti direttamente dallo Stato per il funzionamento dell’isola carcere, adesso rappresentano elevatissimi costi di manutenzione straordinaria e ordinaria. Sull’isola allo stato attuale manca un’utenza, una massa critica, tale da giustificare un sistema di tariffazione per i principali servizi. Allo stesso tempo sull’isola da ormai un decennio si è avviato un timido sviluppo turistico facilitato, e allo stesso tempo limitato, dalle necessarie esigenze di conservazione imposte dal Piano del Parco.

La salvaguardiar dell’ambiente, del paesaggio, della storia, della cultura e della memoria dell’Isola dell’Asinara deve essere la priorità di qualunque azione di valorizzazione. Qualunque processo di recupero e riuso dell’esistente deve essere portato avanti con estrema cautela. L’Asinara rappresenta un grande laboratorio per le politiche di sviluppo sostenibile in Sardegna e in Italia per sua straordinaria fragilità unita al suo potenziale turistico. Ogni scelta deve essere fatta in seguito a valutazioni approfondite basate sul concetto di capacità di carico e su un progetto di insieme sul lungo termine.

Gli investimenti necessari per la manutenzione straordinaria delle infrastrutture e degli immobili dell’isola  ammontano a non meno di 100 milioni di euro e richiederebbero almeno 5-7 anni per essere completati lavorando a pieno ritmo.

Le risorse economiche ed umane attualmente impiegate per la riqualificazione delle infrastrutture e degli immobili dell’isola non sono adeguate nonostante il forte impegno di tutti. Tenuto conto del contesto attuale e della contingenza economica che sta vivendo la Sardegna cosi come il resto d’Italia è difficile ipotizzare una disponibilità di tali risorse nel prossimo futuro. Per il funzionamento dell’Isola dell’Asinara lavorano in pratica tutti gli 8 dipendenti (4 funzionari amministrativi e 4 funzionari tecnici) della Conservatoria e svariati collaboratori esterni a vario titolo. In termini di impiego di tempo i funzionari dell’Agenzia  dedicano oltre il 50% del loro lavoro ai progetti relativi all’Asinara ed almeno il 50% del budget annuale (1.500.000 di euro) della Conservatoria viene dedicato all’Asinara. Oltre allo staff della Conserrvatoria sull’Asinara operano gli uomini del Parco (7-8 unità), quelli dell’Ente Foreste e del Corpo Forestale. Per quanto riguarda il Comune di Porto Torres opera 1 risorsa a tempo pieno (polizia locale). Il Comune di Porto Torres di fatto non si è mai dotato di una unità di lavoro Asinara. Bisogna tuttavia segnalare l’esperienza molto positiva della creazione di un Assessore all’Asinara nell’ultima giunta ruolo ottimamente interpretato da Francesco Porcu.

D:  Qual’è l’azione strategica della Conservatoria delle coste

Alessio Satta: La scelta strategica dell’Agenzia Conservatoria delle Coste è stata quella di procedere in maniera progressiva alla valorizzazione del patrimonio regionale tenendo conto dei seguenti aspetti:

–         Il territorio dell’Isola dell’Asinara rappresenta una forte aspettativa socioeconomica per la comunità di Porto Torres largamente al di sopra del suo reale potenziale

–         La dicotomia tra il concetto di Parco e lo sviluppo economico richiede l’elaborazione di modelli sviluppo innovativi e di nuovi paradigmi

–         Il turismo, attività di sviluppo privilegiata, deve potersi sviluppare compatibilmente con le esigenze di conservazione dell’ambiente, del paesaggio e della memoria

–         La governance dell’isola è molto frammentaria e solo una vera unione delle forze ed il chiarimento delle competenze può permettere una sua valorizzazione sostenibile

Tenuto conto di questi aspetti l’approccio metodologico della Conservatoria per  la valorizzazione del patrimonio regionale sull’isola si è sempre basato su alcune scelte precise e chiare:

–        Percorrere un processo di valorizzazione a piccoli passi che prevede l’affidamento degli immobili a tanti soggetti diversi per facilitare l’inclusione del tessuto imprenditoriale locale.

–        Privilegiare un approccio soft per ogni intervento privilegiando la dimensione locale e l’elevata sostenibilità i termini di efficienza ambientale e architettonica

–        Il numero di immobili presenti sull’isola ed in particolare sui centri urbani di Cala d’Oliva e Cala Reale e comunque molto limitato ed ogni scelta di destinazione d’uso deve essere valutata attentamente soprattutto se si tratta di destinazioni d’uso irreversibili. Nel borgo di Cala d’Oliva ad esempio non è possibile far convivere gli usi turistici con quelli residenziali se non dedicati agli operatori turistici stessi che lavorano sull’isola

–        Non cercare via rapide e facili quali ad esempio l’affidamento degli immobili di Cala d’Oliva ad un solo soggetto con il rischio di trasformare il borgo storico in un villaggio turistico inaccessibile

–        Considerare che i nuovi residenti dell’isola ed in particolare di Cala d’Oliva saranno gli operatori delle attività che si svilupperanno sull’isola. Chiunque deciderà di prendere in gestione gli immobili dell’isola per una determinata attività economica dovrà compiere una scelta di vita installandosi sull’Isola e permettendogli di vivere

–        Definire e portare avanti importanti iniziative pilota quali il Centro velico internazionale a Trabuccato come laboratorio della sostenibilità ambientale. Lo sviluppo del Centro velico permetterà di fatto di attirare un turismo maturo e consapevole capace di caratterizzare in maniera coerente e rispettosa l’economia dell’Asinara

–        Valorizzare i percorsi di memoria a partire dalla storia recente del carcere come il soggiorno di Falcone e Borsellino

Il coinvolgimento degli operatori privati è inevitabile per diverse ragioni. In primis perché solamente con risorse esterne è possibile pensare a un recupero di questo patrimonio immobiliare e in seguito la crescente presenza di tanti soggetti privati permetterà di aumentare il numero di portatori di interesse sull’isola e soprattutto di creare la necessaria massa critica per giustificare la sostenibilità economica dei principali servizi quali gestione del servizio idrico e gestione dei rifiuti oltre che del trasporto.

Il coinvolgimento dei privati deve avvenire attraverso delle procedure ad evidenza pubblica una volta individuate le destinazioni d’uso specifiche ad ogni immobile.

I tre anni intensi di lavoro sull’isola dell’Agenzia sono stati caratterizzati dalle seguenti attività:

–        Analisi dettagliata della consistenza del patrimonio e dei suoi usi attuali e potenziali;

–        Processo di accatastamento dell’innumerevole quantità di immobili sparsi sull’isola;

–        Manutenzione straordinaria e ordinaria dell’asse viario con l’obiettivo di rendere sicuri gli oltre 20km di strada e di pedonalizzare Cala d’Oliva per valorizzare ancora di piu le sue caratteristiche di borgo turistico;

–        Processo di pubblicazione progressiva dei bandi a partire dalle esigenze primarie (ristorazione e ricettività) proseguendo per tutti gli altri servizi con una particolare attenzione alle esigenze di attività come la pesca (ittiturismo) e l’agricoltura (azienda agricola).

Sui progetti di valorizzazione della Conservatoria per l’Asinara si allega il documento “Strategia di valorizzazione del patrimonio regionale sull’Isola dell’Asinara”.

L’Agenzia opera su tutta l’isola in collaborazione con Ente Parco e Comune di Porto Torres ed oltre alla valorizzazione del patrimonio, suo compito istituzionale, supporta l’azione dei due enti nelle importanti iniziative quali la risoluzione del problema storico della gestione delle risorse idriche (dalla progettazione alla ricerca fondi) e quello della continuità  territoriale.

L’esperienza accumulata dall’ufficio tecnico dell’agenzia negli ultimi tre anni, rappresenta un unicum nel contesto regionale, e unita a quella dei collaboratori del Parco del comune permette di portare avanti la sfida che rappresenta l’Asinara.

Asinara Parco regionale e trasferimento del patrimonio regionale al Comune di Porto Torres? Proviamo a ragionarci con Alessio Satta

Alessio Satta: Una particolare riflessione meritano le storiche rivendicazioni del territorio di Porto Torres e di altre istanze come quelle recenti del Partito Sardo d’Azione. Queste rivendicazioni propongono da un lato la trasformazione da Parco Nazionale a Parco regionale e dall’altra il trasferimento del patrimonio regionale al Comune di Porto Torres.

Proviamo a fare alcune considerazioni su queste due ipotesi:

  1. Da Parco Nazionale a Parco Regionale

I due parchi regionali della Sardegna, Molentargius e Porto Conte, rappresentano due grandi incompiute e la mancanza di un coordinamento centrale a livello regionale a favore di una gestione puramente demandata alle amministrazioni comunali rende la loro capacità di incidere sul governo del territorio estremamente debole. Gli obiettivi di tutela e conservazione non possono soggiacere ad interessi locali di breve periodo e per questa ragione occorre una supervisione ed un indirizzo centrale. Le istanze locali devono essere ascoltate ed integrate ma non si può correre il rischio che un patrimonio come quello dell’Asinara che è di tutti i sardi venga messo a rischio da dinamiche di brevissimo termine.

Il Parco Nazionale dell’Asinara in quanto tale riceve ancora importanti finanziamenti dal Ministero dell’Ambiente ed il suo statuto di Parco Nazionale gli permette di far parte di un network nazionale ed internazionale di aree protette.  La governance del Parco va sicuramente rinforzata e la sua mission definita in maniera univoca.

  1. Trasferimento del patrimonio immobiliare dal demanio regionale a quello comunale

La consistenza del patrimonio immobiliare della Regione Sardegna sull’Asinara ed il forte stato di degrado e di esigenze di conservazione rende estremamente difficile il processo di valorizzazione. Per queste ragioni è stato affidato tale compito ad una nuova agenzia come la Conservatoria delle Coste che si è specializzata sul riuso ed il recupero del patrimonio marittimo costiero e che opera mediante il lavoro di un equipe multidisciplinare.

Ma quali potrebbero esseri gli scenari di un trasferimento del patrimonio al Comune di Porto Torres? Proviamo ad esaminare alcuni elementi:

–         Il Comune di Porto Torres non possiede la struttura tecnica e amministrativa per gestire la complessità dell’Isola dell’Asinara ed in particolare per orientare la sua riqualificazione;

–         Il Comune di Porto Torres non possiede le risorse economiche per intervenire sull’isola e a titolo di esempio basta pensare alla gestione del servizio idrico che non riesce a gestire autonomamente;

–         Le aspettative della comunità di Porto Torres sull’uso degli immobili non permetterebbero una gestione ottimale delle scelte. L’esigenza di affidare gli immobili attraverso procedure di evidenza pubblica non cambierebbe se gli immobili appartenessero al Comune di Porto Torres con la differenza che il Comune non ha la struttura per guidare un processo sperimentale come la valorizzazione dell’Asinara

–         Una delle ipotesi più preoccupanti riguarda l’idea, trapelata in diversi dibattiti, di affidare le case di Cala d’Oliva a giovani coppie di Porto Torres come abitazioni di edilizia sociale. Destinando gli immobili ad uso privato nel borgo di Cala d’Oliva, si ridurrebbe la possibilità di destinarli ad uso turistico e quindi paradossalmente impedendo alle giovani copie di trovare opportunità lavorative. Sarebbe molto compesso infatti risiedere a Cala d’Oliva e lavorare ad esempio a Porto Torres  per la problematica dei trasporti. Tale scelta inoltre “privatizzerebbe” di fatto l’Isola

–         Il Comune possiede già l’uso di svariati immobili sull’Isola ed in particolare su Cala d’Oliva ma oltre ad aver creato l’ufficio della Polizia Locale non riesce a definire gli obiettivi di gestione

Per concludere si fa spesso riferimento al caso di Fertilia dove gli immobili della Regione Sardegna sono stati trasferiti al Comune di Alghero come esempio da imitare per l’Asinara. Per corretta informazione in realtà grossa parte di questi immobili sono ancora gestiti dall’Agenzia AREA con obiettivi di edilizia sociale. Per quanto riguarda gli altri immobili trasferiti al Comune ed in particolare lo sviluppo turistico di Fertilia basta visitare il borgo per osservare locali commerciali abbandonati, l’ex cineteatro diventato rifugio di topi e piccioni, Palazzo Doria ridotto a un rudere, l’albergo Bellavista ancora chiuso. Nel centro storico di Fertilia regna il degrado assoluto. E la desolazione che si respira è almeno pari all’indignazione degli abitanti della borgata per un immobilismo istituzionale che, invece di favorire l’economia turistica sta contribuendo a una preoccupante involuzione. Sono passati oltre tre anni da quel marzo 2008 in cui venne siglato l’accordo tra l’allora presidente della regione Renato Soru e l’Agenzia del Demanio per il passaggio dei beni demaniali della borgata a patrimonio regionale. Operazione che avrebbe dovuto segnare una svolta nella gestione dei numerosi immobili di Fertilia trascurati da oltre un trentennio.  Stessa sorte è toccata alla borgata dell’Argentiera altro esempio di totale immobilismo.

In questo contesto l’azione della Conservatoria delle coste sull’Asinara degli ultimi tre anni ha permesso di:

–         avviare i lavori per la manutenzione straordinaria e ordinaria dell’asse viario Fornelli-Cala d’Oliva

–         affidare l’immobile detto “Ex Spaccio” per realizzare un ristorante di prodotti tipili a locali a km zero che ha aperto l’estate 2012

–         predisporre i bandi per il centro diving,  l’albergo e l’Ittiturismo di Cala d’Oliva che saranno pubblicati entro Ottobre

–         garantire la manutenzione ordinaria dell’ostello di Cala d’Oliva

–         Riqualificazione del centro ippico di Campu Perdu

–         Definire il progetto per la realizzazione del Centro Velico di Trabuccato che tenuto conto dei tempi della burocrazia amministrativa e dei lavori necessari potrebbe essere operativo a partire dal 2014

–         Avviare il processi di recupero e valorizzazione dell’ex stazione semaforica di Punta Scorno

–         Valorizzare il percorso legato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino attraverso il recupero e l’allestimento dell’esposizione “Asinara. Cosa di nuovo nostra” dell’Ex Bunker di Cala d’Oliva

–         Definizione di accordi stabili di collaborazione con l’Università di Oxford e con l’Architecture Association School of London per fare dell’Asinara un laboratorio di ricerca sull’architettura e l’urbanistica

Allegato

Strategie_e_programma_triennale valorizzazione Asinara_nov10

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