Stintino tutela i suoi stagni: Tre milioni dall’Europa per preservare le aree protette e salvaguardare quattro specie di uccelli

STINTINO. Al Comune di Stintino arriva dalla Comunità europea un finanziamento di oltre un milione di euro per valorizzare le potenzialità ambientali del territorio. Attraverso la tutela delle specie che lo abitano e dell’habitat all’interno dei siti di interesse comunitario (Sic) e della zona di protezione speciale (Zps). È il progetto Sterna Life+, presentato nella sala consiliare, in concomitanza con la “Giornata europea delle aree protette e dei parchi”. Un buon risultato per l’amministrazione comunale di Stintino che nel 2010, tra i 64 beneficiari del finanziamento in tutta Europa, 32 in Italia, è stata l’unica in Sardegna ad aggiudicarselo.

Il progetto, che vedrà in campo esperti ornitologi e biologi, mira a ottimizzare lo stato di conservazione di habitat prioritari, stagno di Casaraccio e Saline, e di quattro specie di uccelli, la garzetta, il cavaliere d’Italia, il fraticello e la sterna comune. Nel progetto è prevista l’acquisizione di terreni per ripristinare e preservare l’habitat e costruire isole artificiali per la nidificazione degli uccelli. La spesa complessiva prevista è di 1.916.024 euro di cui 1.146.521 euro, pari al 60 per cento, interamente finanziato dalla Comunità europea, e 769.503 euro di cofinanziamento da parte del Comune.

Un progetto che, come ha spiegato il responsabile scientifico Danilo Pisu, «ruota intorno a diversi obiettivi finalizzati alla salvaguardia delle specie che nidificano nelle aree Sic e nella zona di protezione speciale e alla sostenibilità ambientale delle attività economiche collegate». Quindi salvaguardare la laguna costiera attraverso la creazione e lo sviluppo di misure di gestione finalizzate alla sua manutenzione, restauro, allungamento e pulizia del canale. Ma si punta anche a valorizzare il territorio attraverso l’integrazione di percorsi naturalistici all’interno della laguna e delle Saline con una serie di passerelle, circa 2000 metri lineari nelle aree attigue alle vasche, dove saranno collocati isolotti artificiali per la nidificazione. Collaborerà anche la Cooperativa pescatori di Stintino «che – ha detto il presidente Gaetano Denegri – lavorerà a stretto contatto con il responsabile scientifico per il recupero del canale e delle bocche dello stagno».

Accanto anche il Centro studi per la civiltà del mare «che – ha aggiunto il presidente Salvatore Rubino – si occuperà di studiare i risultati scientifici». «Una scommessa»,ha aggiunto Alessio Satta dell’agenzia Conservatoria delle coste.«Un progetto che – sia per il presidente del Parco nazionale dell’Asinara, Pasqualino Federici, che per il direttore dell’ente, Pierpaolo Congiatu – deve essere considerato di rilievo per l’intero territorio». «Siamo convinti che l’ambiente utilizzato in modo razionale – ha concluso il sindaco Antonio Diana – permetta di mantenere viva la comunità. Ci preoccupano la affermazione del ministro sul carcere all’Asinara, ci preoccupano le pale eoliche sul mare che guarda l’Asinara e per le quali non abbiamo quasi la possibilità di dire niente. Allora è importante tenere alta la guardia e l’unione tra i sindaci dell’area vasta».

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